Sono nate prima le uova, o la Pasqua?

Le tradizioni e le origini di una festa cristiana che mette d’accordo i più piccoli per le sorprese, e i più grandi con i pranzi!

La Pasqua è in assoluto una delle feste più rilevanti per la religione cristiana, perché con questa festività si celebra la resurrezione di Gesù che secondo le Sacre Scritture avvenne il terzo giorno dopo la sua morte.

Non c’è un giorno “fisso” per festeggiare la Pasqua, ma varia di anno in anno a seconda dei cicli lunari: cade infatti la domenica successiva al primo plenilunio di primavera, determinando così anche due importanti tempi liturgici che sono la Quaresima e la Pentecoste.

La stessa festa viene celebrata anche nella religione ebraica, ma con un differente significato poiché essi festeggiano la liberazione miracolosa degli ebrei dall’Egitto. All’epoca per festeggiare, preparavano erbe amare, agnello e pane non fermentato, mentre ad oggi i simboli sono diventati altri.

Il simbolo per eccellenza della Pasqua è l’uovo, ma le sue origini sono cristiane?

In realtà, no.

L’uovo infatti sembra essere una tradizione ispirata al popolo degli antichi Persiani, i quali si scambiavano delle semplici uova di gallina come buon augurio per l’avvento della stagione primaverile.

L’uovo infatti era un vero e proprio simbolo, che rappresentava una nuova vita. 

È quindi comprensibile che il Cristianesimo abbia fatto “suo” questo simbolo di rinascita e vita per rappresentare la festa che celebra la resurrezione di Cristo.

Ma perché le uova sono decorate o molto colorate?

Per rispondere a questa domanda dobbiamo ancora fare qualche passo indietro nel tempo, e tornare al Medioevo. È in questo periodo infatti, che hanno origine le prime uova decorate, in quanto in Germania e nei paesi Scandinavi inizia a diffondersi l’usanza di regalare delle uova colorate come omaggio per la colazione di Pasqua.

Sempre nel periodo del Medioevo si iniziarono a creare delle “uova” finte con ornamenti preziosi come ad esempio l’argento. Presero così piede, che addirittura Edoardo I d’Inghilterra ne commissionò 450 esemplari rivestiti d’oro proprio per festeggiare questa festività.

Gallina dalle uova d’oro?

Più o meno, soprattutto se facciamo riferimento alle uova del gioielliere e orafo russo, Peter Carl Fabergé, vissuto tra il 1800 e il 1900. La sua fama è dovuta soprattutto alla creazione di queste “uova di Pasqua” estremamente ricche e decorate di ogni lusso. Il primo uovo fu creato nel 1885, sottocommissione dello zar Alessandro III di Russia come sorpresa di Pasqua per l’amata moglie. La prima conteneva un tuorlo interamente d’oro con altre sorprese e gioielli. La moglie fu così contenta che Fabergé fu nominato gioielliere di corte e gli fu commissionato di realizzare ogni anno per Pasqua un uovo con una sorpresa diversa. Ad oggi molte di queste uova si trovano conservate in diversi musei, mentre alcune sono andate disperse.

Ok, ma il cioccolato?

Dobbiamo fare un salto avanti di qualche anno per vedere le prime uova interamente di cioccolato ripiene di sorpresa, ormai elemento immancabile nelle nostre tavole per festeggiare questa ricorrenza. 

Le origini vere e proprie del prodotto potrebbero risalire alla corte di Luigi XIV, dove le uova però, non avevano collegamenti con la festività e soprattutto erano leggermente diverse da quelle che mangiamo oggi, poiché “piene” di cioccolato, niente sorpresa!

Si pensa quindi che l’idea delle uova pasquali come le conosciamo adesso derivi da quelle famose uova d’oro di Fabergé.

Con più precisione, durante il ‘900 grazie alla produzione industriale, si pensò di replicare in serie questo prodotto di cioccolato facendolo diventare un prodotto disponibile e fruibile per tutti.

Non proprio il tuorlo d’oro, ma ci accontentiamo del cioccolato no?

Per tutti gli amanti del salato, tranquilli! La Pasqua è famosa anche per le sue “colazioni” abbondanti.

Nel Lazio sono soliti svegliarsi ed iniziare la giornata di festa con salame e uova sode, In Campania con casatiello, salame napoletano e ancora uova sode, mentre in Umbria si viziano con torta al formaggio e capocollo.

Se siete curiosi di sperimentare qualcosa di nuovo, vi lasciamo la tipica ricetta della Torta al Formaggio.

Per gli ingredienti:

  • Farina tipo 0, 500 gr
  • Uova, 3
  • Parmigiano Grattugiato, 100 gr
  • Pecorino, 150 gr
  • Lievito di birra, 1 cubetto da 25 gr
  • Latte fresco intero, 200 ml
  • Formaggio morbido, 250 gr
  • Olio Extravergine di Oliva, 200 ml
  • Sale marino, q.b.

In una ciotola sciogliete il lievito di birra con il latte tiepido.

Disponete la farina a fontana su un piano da lavoro, aggiungete al centro le uova, il sale, l'olio, il lievito sciolto nel latte, parmigiano e pecorino.

Impastate tutti gli ingredienti, a mano o con l'impastatrice, fino ad ottenere un impasto morbido. Una volta ottenuto, coprite l'impasto con un panno di cotone e lasciate lievitare per un paio di ore.

Trascorso il tempo necessario aggiungete il formaggio tagliato a pezzetti amalgamando bene. Ponete l'impasto in uno stampo di 18/20 cm di diametro e di almeno 10 cm di altezza precedentemente imburrato e rivestito di carta forno: la pasta non deve superare metà della teglia. Copritelo di nuovo e fate lievitare per un'altra ora.

Infine cuocete in forno caldo a 180° per 45 minuti o fino a che la doratura non diventa perfetta. Una volta pronta fate raffreddare la torta al formaggio e servite.

Si può dire quindi che a Pasqua, così come in molte festività, il cibo è padrone. Diciamola tutta però, saremo pure tutti stufi di stare seduti fino alle 4 del pomeriggio aspettando ancora il contorno del terzo secondo, ma…mi lasci un pezzo di uovo che lo devo ancora assaggiare?