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Pizza italiana: origini, usanze e ricette

Cosa rappresenta la pizza italiana per gli italiani

Cari Insideater, non pensiamo che fareste fatica a crederci se vi dicessimo che quasi il 90% degli italiani mangia la pizza almeno una volta a settimana. Ma sapete che addirittura il 40% la mangia due volte a settimana e il 16% anche tre volte a settimana? Sono numeri che non possono sorprendere. Stiamo parlando di uno dei cibi preferiti in Italia, del comfort food per eccellenza, del simbolo delle serate in compagnia, in famiglia o tra amici. 

Chiunque, dovendo organizzare una serata leggera e spensierata, pensa subito alla pizzeria da scegliere, in base alla tipologia di pizza che preferisce, perchè in Italia ne esistono tantissimi tipi.

Ma non finisce qui, perché la pizza è anche uno degli alimenti più preparati a casa. Negli ultimi anni questa abitudine è esplosa, facendo cimentare nell’arte dell’impasto anche chi prima di allora non aveva mai pensato di mettere le mani in pasta. Tanti italiani hanno deciso di seguire video ricette online per imparare a fare bene la pizza a casa. 

Possiamo dire che la pizza fa parte della nostra cultura e difficilmente potrà essere altrimenti in futuro. Certo i modi di fare la pizza cambieranno, anzi stanno già cambiando in meglio, perché lo studio delle materie prime ci sta insegnando a preparare impasti migliori, sempre più digeribili e saporiti. 

Le origini della pizza italiana

Ma dobbiamo sempre ricordarci delle origini; la pizza italiana è un piatto nato dall’unione di 4 semplici ingredienti per l’impasto (farina, acqua, sale e lievito) e arricchita da ingredienti altrettanto semplici. Basti pensare che la più famosa delle pizze italiane, la pizza Margherita, prevede solo il pomodoro, la mozzarella e il basilico fresco, ma ci sono pizze classiche che ancora oggi vengono scelte proprio per la loro semplicità: la pizza marinara (pomodoro, aglio e origano); la pizza Napoli (pomodoro, capperi e acciughe); la pizza cosacca (pomodoro, pecorino o parmigiano grattugiati e basilico). Più semplice di queste c’è solo la pizza bianca, il simbolo della pizza a Roma.

Pare che le origini della pizza italiana siano antichissime e provengano dal Medio Oriente e dal bacino del Mare Mediterraneo, tanto che il nome è estremamente simile a quello della Pita o Pitta, la sfoglia di impasto utilizzata nei Balcani e nei paesi del Mediterraneo orientale. Pensate che risale a più di 1000 anni fa il primo utilizzo della parola “pizza”.

Ovviamente non si trattava della pizza come la conosciamo oggi. Gli impasti antichi erano molto più grezzi, la forma era quella di una pagnotta schiacciata a mano e di diametro ridotto. Le dimensioni potevano variare anche in base alla tipologia di cottura, visto che in alcune zone si cuoceva sulla base dei forni, in altre sulle pareti dei forni (in obliquo), in altre parti addirittura su lastre di metallo o sugli stessi scudi da guerra. 

I condimenti erano molto più semplici e poveri: formaggi sciolti, pepe, erbe, aglio, cipolla e come grassi venivano usati strutto e olio d’oliva, dove disponibile. Inoltre, visto che si preparava in zone vicine al mare, non mancavano condimenti a base di pesce. 

 

Fu necessario attendere più di 200 anni, dopo la scoperta dell’America, affinché si iniziasse a condire la pizza con il pomodoro, che fino a quel momento non era ancora entrato pienamente nella dieta Mediterranea. Pare che la pizza Marinara sia stata inventata solo nella prima metà del Settecento; mentre fu necessario attendere il 1889 per la classica pizza italiana condita con mozzarella, pomodoro e basilico, ossia quando il pizzaiolo napoletano Raffaele Esposito ebbe l’intuizione di darle il nome di Margherita in onore della Regina D’Italia e dei colori della bandiera: bianco, rosso e verde.

Pizza italiana: tante varianti e tanti ingredienti, ma la vera napoletana è una sola! 

Se qualcuno decidesse un giorno di creare un elenco completo di tutti i condimenti per la pizza italiana, rischierebbe di uscire pazzo. Ogni pizzaiolo si diverte a inventare nuovi abbinamenti e nuovi nomi per le pizze. Alcune sopravvivono giusto il tempo di una stagione, altre particolarmente riuscite, magari diventano anche la pizza simbolo di un locale, quella per cui la gente si mette in fila ogni sera o prenota anche a distanza di giorni e settimane.

Se invece volessimo classificare le pizze e le focacce in base agli ingredienti degli impasti e alle modalità di cottura, l’elenco supererebbe le 30 voci. Ogni regione italiana e ogni città ha la sua pizza simbolo. Di sicuro i 4 ingredienti principali (farina, acqua, sale e lievito) sono quasi sempre presenti, ma possono cambiare le proporzioni, ad esempio la quantità di acqua utilizzata può variare in base ai gusti locali, alle temperature di cottura, al metodo di cottura (forno elettrico, forno a legna, frittura), all’altezza che si intende ottenere e alla struttura interna.

Noi di Insideat adoriamo la pizza, tanto che abbiamo costruito una food experience attorno ad essa, una pizza cooking class della durata di un’ora in cui i nostri ospiti possono realizzare un vero impasto napoletano a mano per poi condire e cuocere la propria pizza nel forno a legna, assistiti dai nostri chef pizzaioli. Appena pronta, la pizza potrà essere gustata calda, rigorosamente con le mani!

Ma abbiamo un debole anche per la pizza montanara fritta che facciamo assaggiare abbinata a un vino spumante a chi partecipa alla nostra experience Pizza class & wine tasting a Roma.

Amici Insideater, la pizza è gioia, convivialità, cultura e gusto. Se volete vivere un’esperienza immersiva a Roma, preparando con noi la vera pizza napoletana cotta nel forno a legna potete unirvi alla nostra cooking class 1 hour pizza class a Roma, attraverso questo link.

Se invece volete assaggiare più tipologie di pizza, inclusa la montanara, potete partecipare alla nostra experience Pizza class & wine tasting a Roma.

Per chi invece, non può partecipare alle nostre experience, sul nostro canale YouTube trovate la ricetta e tutta la procedura per preparare diverse tipologie di pizza, inclusa la procedura per cuocere la pizza in modalità combinata padella+grill, per  una pizza simile a quella napoletana.

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