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UNA “FUGA DI SAPORI” DALLA CITTA’!

Sole, mare e pesce fresco, squadra che vince non si cambia!

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Stiamo parlando di Anzio, piccola cittadina situata a non molti km da Roma. Quante volte ne avrete sentito parlare, soprattutto voi, appassionati di storia? Per chi non lo sapesse infatti, qui è presente un cimitero di guerra della battaglia di Anzio avvenuta durante la Seconda Guerra Mondiale, curato dalla Commonwealth War Graves Commission. La particolarità di questo luogo è che, contrariamente alle aspettative, è pieno di colori dati dalle numerose tipologie di fiori e piante che decorano le tombe e ricoprono i sentieri. 
Vista la sua vicinanza con Roma, Anzio divenne sin da subito luogo privilegiato di villeggiatura per una fascia di turismo medio-alta, mantenendo intatta la struttura del centro urbano che continua a vivere intorno al porto, alla piazza e alle riviere. 
Come avrete capito, la storia di Anzio è strettamente legata al suo mare e all’attività marittima che l’ha sempre caratterizzata. Per molti anni infatti, la pesca ha significato una delle fonti primarie di sostentamento per una buona parte della sua popolazione e tuttora il porto rimane l’elemento trainante dell’economia locale. Ne deriva ovviamente il grande interesse che riveste il pescato nella gastronomia anziate: una cucina casalinga, genuina, semplice, tramandata nei secoli da generazioni che si divertono a trasformare i prodotti ittici in pietanze gustose e ghiotte, conservando, però, le caratteristiche peculiari della vera gastronomia marinara anziate.
Ne è un esempio emblematico la zuppa di pesce dei pescatori, che si dice sia nata come necessità quando essi, rientrando dalla pesca, selezionavano il pesce da mettere in vendita destinato ai mercati di Roma, di Velletri e di Anzio stessa; il pesce di minor pregio, per tipologia o pezzatura, veniva trattenuto e utilizzato poi in parte per la minestra. C’era chi la mangiava subito e chi, dopo averla preparata accuratamente, la conservava per il giorno seguente condendola con olio e spezie, oltre che con l’aggiunta, a piacere, delle famose Alici di Anzio e di altri ingredienti esclusivi ( una “chicca” è rappresentata dagli spaghetti spezzettati a completare l’opera).

Senz’altro negli anni si è cercato di mantenere in vita le tradizioni culturali della cucina anziate al punto che il turismo enogastronomico non ha fatto che crescere esponenzialmente, supportato da centinaia di ristoranti, alcuni dei quali di elevatissima qualità come “Romolo al Porto”, “Alceste al Buon Gusto” ed “Il Turcotto”, luoghi privilegiati di degustazione della cucina locale, che promuovono prodotti di mare prepararti con ricette del luogo, seppur in chiave moderna e raffinata. 

Vi abbiamo incuriositi? Se la risposta è affermativa, non perdete altro tempo, una passeggiata alla scoperta di nuovi sapori e, perché no, anche di nuove (e antiche) tradizioni vi aspetta!

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