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STREET FOOD ROMANO: il migliore secondo Insideat

Quando parliamo di street food, a noi di Insideat si stringe immediatamente il cuore: sarà che ci rivediamo nello stile semplice, sbarazzino, ma autentico e indiscutibilmente verace, di un panino addentato con gusto passeggiando tra i banchi del mercato.

Come spesso accade in cucina, le cose migliori nascono dalla tradizione popolare e lo street food ha origini tanto antiche quanto povere. “Di necessità, virtù”, si dice, e il cibo di strada risponde proprio al bisogno di sfamare quella plebe che, più o meno in tutta Europa, abitava le vie e i bassifondi delle città. Ecco allora che dalla povertà del popolo presero vita alcune delle piccole opere d’arte gastronomiche che ancora oggi gustiamo e degustiamo: i “pâtés” francesi, ripieni di verdure o carne stufata, l’intramontabile “fish & chips”, che a sua volta si ispirava alla tradizione egiziana del porto di Alessandria, gli “hot dog”, figli delle abitudini alimentari degli immigrati tedeschi.

In Italia, da nord a sud si incontrano pillole di una cultura gastronomica nata dal basso: il “lampredotto” toscano, il “cuoppo” napoletano, “pani ca meusa” negli angoli dei mercati di Palermo.

Sarà che siamo una generazione che subisce il fascino di un’epoca che immaginiamo in bianco e nero, sarà merito dei social network e del loro instancabile passaparola, sarà che quando viaggiamo lo facciamo alla scoperta delle perle più autentiche e rare che un luogo può offrire, oggi lo street food non identifica più l’alimentazione povera e “un po’ zozza” della gente comune, ma un vero e proprio modo di raccontare ed esplorare una cultura gastronomica, manifesto d’identità e di tradizione.

Il migliore street food romano: la selezione di Insideat!

Il supplì di Venanzio

Via di S. Francesco a Ripa, 137, 00153 Roma RM

A Roma, ogni due chiese si incontra un supplì. E ogni romano avrà la sua personalissima classifica, fermo restando che “si regà, bono, ma quello de mi zia non se batte”. Anche noi abbiamo una zia del cuore che ci prepara i supplì ad ogni compleanno, ma se siete alla ricerca di una piccola esplosione di gusto, andate da Venanzio, a Trastevere. Così semplice da rendere quasi inspiegabile la magia che accade nel palato: riso, pomodoro e mozzarella, frittura croccante, et voilà, anzi…tiè.

Il filetto di baccalà, dar Filettaro a Campo de’ Fiori

Largo dei Librari, 88, 00186 Roma RM

Ah, il baccalà! Unto e croccante fuori, saporito e morbido dentro.Se poi lo accompagnate da un bruschettina burro e alici e una generosa sorsata di vino bianco, come si dice a Roma “è la morte sua”. Qui è così, maleducato al punto giusto, in quel modo schietto e senza fronzoli come street food comanda.

Il maritozzo, dal Maritozzaro a viale Marconi

(sì, il romano è una lingua semplice: se fai filetti, sei il filettaro, se fai i maritozzi fai il maritozzaro, e così via, e così via…)

Letteralmente, “che-ve-lo-dimo-a-fa’”: il maritozzo è come il Colosseo, come la Befana, come il traffico in tangenziale. Un’intoccabile istituzione romana, impasto dolce e soffice come una carezza di mamma, eppure goliardico e prepotente, con il suo ripieno di panna montata e la sua misura da competizione. Che sia per la colazione o per uno spuntino notturno, il maritozzo non delude davvero mai.

Le polpette di bollito, da Sora Milvia

La polpetta è regina della cucina romana, e quella di Sora Milvia è la regina delle regine. Se la consistenza è quella di un bacio, il sapore arriva dritto al cuore come una notte d’amore, come se tutte intere generazioni di donne romane abbiano deciso di racchiudere in un sol boccone la passione per la cucina, per la famiglia, per la loro città. Okay, ci è partita un po’ di poesia, ma è l’effetto-polpetta. Fidatevi, assaggiatele!

La rosetta di Zia Rosetta, a Monti

Via Urbana, 54, 00184 Roma RM

Qualsiasi nativo romano over 30 potrà confermare quanto vi stiamo per dire: il pane, a Roma, specie se a casa di nonna, significa rosetta. Ognuno avrà poi il suo rito e la sua farcitura preferita, noi personalmente siamo dei puristi: la rosetta va con la mortadella e si mangia staccando delicatamente il primo boccone di pane dal centro, per poi addentare tutto il resto. Zia Rosetta, a Monti, parte da questa buonezza dell’infanzia e la sublima con un menù da leccarsi i baffi: prosciutto e fichi, polpo e patate, frittata e pancetta… ci fermiamo prima di addentare la tastiera.

Il panino con la porchetta, da Er Buchetto

Via del Viminale, 2F, 00184 Roma RM

Panino ci sembra quasi riduttivo, come se gli levassimo un po’ della sua regalità, ma questo è. La ciriola è un altro classico della tradizione romana, specie se gonfia di porchetta, quella di Ariccia ovviamente. Scende che è un piacere, ancor più se accompagnata da un bicchiere di vino dei Castelli passeggiando per l’Esquilino, uno dei quartieri più belli di Roma senza essere maistream.

ll Trapizzino
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Forse più modaiolo e contemporaneo, ma talmente buono che alla fine ha superato il raccordo e ha sconfinato, arrivando fino a New York. Ma il Trapizzino è romano che più romano non si può: una tasca di pizza bianca, saporita quanto basta per glorificare i ripieni, neanche a dirlo, della tradizione: pollo alla cacciatora, polpette al sugo, trippa alla romana… vabbè, se ve ne andate da Roma senza averlo assaggiato vi meritate solo la pasta all’Alfredo (scotta).

Eccoci alla fine di questa gita mangereccia tra le vie di Roma, alla ricerca dello street food più caratteristico e deliziosamente sopra le righe del galateo.

Non ci resta che augurarvi buona passeggiata e buon appetito!

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